Ritratti

Archivio di “sovversivi”

La creazione di un registro delle persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico risale al periodo crispino. Ne facevano parte anarchici, repubblicani, socialisti e vagabondi, sottoposti a una rigorosa e capillare attività di sorveglianza. Con il regime fascista, le operazioni di controllo si intensificarono, includendo, oltre alle minoranze etniche, chiunque fosse etichettato come “antifascista”, tra cui numerosi deputati aventiniani. Attualmente, l’Archivio Centrale dello Stato custodisce 152.589 fascicoli personali, con documentazione prevalentemente riferita agli anni dal 1894 al 1945. Qui sotto le schede di Alcide De Gasperi, Antonio Gramsci, Claudio Treves e Filippo Turati.