VIVI PRESENTI PUGNANTI


VIVI PRESENTI PUGNANTI
L'Aventino e l'antifascismo dopo Matteotti
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28 ottobre 1922

Marcia su Roma

La Marcia su Roma fu una manifestazione armata eversiva organizzata dal Partito Nazionale Fascista, volta al colpo di Stato per favorire l’ascesa di Benito Mussolini alla guida del governo in Italia. 

nov. 1922 – gen. 1923

Fine dello Stato liberale

Nei mesi che seguirono la Marcia su Roma, una volta entrato in carica il Governo di Mussolini, lo Stato liberale fu progressivamente smantellato. Venne, infatti, istituito il Gran Consiglio del Fascismo e fu costituita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (spesso genericamente identificata con la locuzione camicie nere).

21 luglio 1923

Legge Acerbo

Il disegno di Legge Acerbo (dal nome del deputato che ne redasse il testo) fu approvato dalla Camera: si stabilì così che, alle elezioni politiche dell’anno seguente, i 2/3 dei seggi sarebbero stati assegnati al partito che avesse ottenuto il 25% dei voti.

6 aprile 1924

Elezioni politiche 1924

In un clima di intimidazioni, brogli e presidi delle camicie nere ai seggi, con minacce e ripetute violenze, si svolsero le elezioni politiche del 1924: come prevedibile, a vincere fu la lista nazionale comprendente il Partito Nazionale Fascista e i “fiancheggiatori” liberali.

30 maggio 1924

Il discorso di Matteotti


Il deputato Giacomo Matteotti, segretario del Partito Socialista Unitario, denunciò in Parlamento il clima di soprusi, sopraffazioni e illegalità in cui si erano svolte le elezioni, accusando di invalidità la nuova Camera all’apertura della XXVII Legislatura.

10 giugno 1924

L’omicidio di Matteotti

Mentre si avviava alla Camera dalla sua abitazione romana, Matteotti fu rapito e assassinato da un manipolo di sicari fascisti capeggiato da Amerigo Dumini. Il suo corpo fu ritrovato due mesi dopo l’omicidio, il 16 agosto 1924.

27 giugno 1924

Secessione dell’Aventino

Deputati popolari, socialisti unitari, socialisti massimalisti, repubblicani e democratici della corrente di Giovanni Amendola si riunirono per costituire un comitato delle opposizioni: si sarebbero astenuti dai lavori parlamentari fino a quando non fosse stata fatta luce sulle sorti dell’on. Matteotti. Era l’inizio di quella che passò alla storia come “secessione dell’Aventino”.